Firenze – Tutto cominciò la notte fra il 19 e il 20 giugno scorsi, quando l’amministrazione decise di circondare il sagrato che corre tutto intorno alla Basilica di Santo Spirito con un cordolo, per impedirne l’accesso. Una decisione che, dopo le polemiche che si erano sviluppate circa l’occupazione dei tavolini dei locali di somministrazione dello spazio pubblico, oltre alle precedenti restrizioni per contenere una movida impazzita, venne letta come un vero e proprio sfregio alla sacralità laica e cittadina di una scalinata e di un sagrato che da sempre rappresentava e rappresenta uno dei luoghi di socializzazione e di ritrovo dei fiorentini, di vecchia e nuova generazione; segnatamente, per quelli cui magari sedersi ai tavoli comporta anche un dispendio sensibile di denaro. Il cordolo si trovò così al centro di una contestazione, i cui numeri differiscono fra ufficiali e ufficiosi, circa 400 persone per le fonti ufficiali, almeno un migliaio per chi l’ha vissuta. In quella serata, almeno svariate centinaia di persone entrarono in quello spazio simbolico, mitico e fisico al tempo stesso per la città, strappando i cordoli, divellendo piloni, mettendo in campo slogan e canti contro le forze dell’ordine. Volarono anche parole altamente ingiuriose contro le forze dell’ordine e in 43 vennero segnalati dalla Digos alla Procura.
Ora, giunge, a distanza di sei mesi, un decreto penale di condanna per 7 persone: 3 mesi e mezzo di reclusione, commutati in 7875 euro. Accuse contestate, manifestazione non autorizzata, istigazione a disobbedire alle leggi, danneggiamento, oltraggio a pubblico ufficiale. Per il momento, il Tribunale ha sospeso la pena. Un fulmine a ciel sereno, per i 7 giovani, in quanto il decreto penale non prevede alcun avviso agli imputati di apertura di svolgimento indagini, ma solo la notifica della decisione del giudice. I ragazzi, assistiti dall’avvocato Letizia Bertolucci, presenteranno opposizione.
Sulla vicenda, interviene l’occupazione di via del Leone, con una nota di solidarietà pr i 7 ragazzi condannati, in cui si dichiara anche che “troviamo abbastanza ridicolo parlare di promotori o di istigatori quando in piazza c’erano mille persone e risulta evidente come quella piazza, quella notte, non avesse capi o non vi fosse premeditazione delle azioni che si sono poi susseguite (come il taglio della cordonatura e il rovesciamento dei piloni). Ma ridicolo è anche parlare di danneggiamento, visto che quella cordonatura non è più stata rimessa perchè evidentemente fuori luogo; così come di oltraggio a pubblico ufficiale se questo vuol dire suonare delle note ribelli davanti a degli uomini in divisa. Esprimiamo la nostra solidarietà alle 7 persone condannate e invitiamo a esporsi tuttx coloro che quella sera in Santo Spirito hanno osato alzare la testa, per ribadire che in quella piazza c’eravamo tuttx.”.
Foto d’archivio: Una manifestazione artistica sulla scalinata della Basilica di Santo Sprito contro l’apposzione del cordolo (esposta opera di Elia Buffa)