Ritorno ai ’70: al congresso della Cgil bolognese parte “per sbaglio” l’inno sovietico. Intanto quelli del centro sociale fanno irruzione negli uffici Iren di Reggio per un accordo con Israele

Pochi giorni dopo l’invito del segretario nazionale Maurizio Landini a leggere le Encicliche di Papa Francesco, a Bologna si saluta il nuovo segretario provinciale sulle note dell’inno dell’ex Urss (mentre Putin continua a devastare l’Ucraina), presente lo stesso Landini. Ed a Reggio un gruppo dai centri sociali irrompe con fumogeni nella sede Iren dopo il recente accordo con Israele
Pure D’Alema appare vagamente perplesso

Reggio è sempre il cuore delle fenomenali contraddizioni storiche, del doppiopesismo, preda di un passato che non passa. Che anzi si fa attualità nella lettura scomposta dell’oggi senza aggiornare la bilancia della storia e la propria visione del mondo nella decrittazione di chi oggi è palesemente dalla parte del toro e chi della ragione.

Ma la notizia arriva da Bologna, dove l’elezione del nuovo segretario generale Cgil Michele Bulgarelli, è stata salutata sulle note dell’inno dell’ex Unione Sovietica. Mentre Putin continua a devastare l’Ucraina e ad instaurare internamente un regime sempre più militaresco e tirannico. Il tutto avviene a pochi giorni dall’invito del segretario nazionale dello stesso sindacato, il reggiano Maurizio Landini (presente alla convention bolognese), dal palco del Valli, a leggere le Encicliche di Papa Bergoglio. La risposta di una parte della base non si è fatta attendere.

Tornando a Reggio, dopo l’accordo tra Iren e la Mekorot, l’azienda statale che gestisce il processo idrico in Israele, un gruppo dei centri sociali, AQ16 (ospitati nel pubblico edificio la Casa Cantoniera per una convenzione con gli enti locali) ha fatto irruzione con fumogeni nella sede Iren del centro, in piazza della Vittoria intimidendo i dipendenti. Perché Israele sarebbe “uno Stato terrorista”. Esattamente la definizione che invece dà l’Unione europea all’attuale Russia di Putin.

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