Giovani e lavoro al centro della riunione fiorentina di Earlall

Earlall (European association regions for lifelong learning, in italiano: Associazione europea dei governi locali e regionali per l’educazione lungo tutto il corso della vita) è nata nel 2001 a Bruxelles. La Toscana, che è stata fra le 10 regioni europea ad averla fondata (assieme a Vastra Gotaland, Rheinland Pfalz, Gloucestershire County Council, Galles, Regione della Danimarca del Sud, Madona, Governo Basco, County of Sogn og Fjordane, Baleari), ha ospitato ieri, giovedì 29 settembre, l’assemblea annuale dell’associazione volta a potenziare e migliorare le esperienze di scambio transnazionale nel settore del lifelong learning. «In una fase difficile come l’attuale – ha dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive, lavoro e formazione della Toscana, Gianfranco Simoncini – investire sui giovani, sulla loro formazione è un imperativo categorico per rilanciare l’economia e far tornare a crescere i sistemi produttivi. Un imperativo cui purtroppo fa da contraltare la diffusa carenza di risorse. L’esempio dell’Italia è, da questo punto di vista, emblematico perché assistiamo, da parte del governo, al taglio progressivo degli investimenti nella scuola, nella cultura, nella ricerca. Un motivo in più per cercare un’alternativa a partire proprio dalla dimensione regionale”. Simoncini, dal 2009 presidente di Earlall, è stato riconfermato, ieri, alla guida dell’associazione transnazionale, che ha aggiunto nelle sue fila una nuova regione, il Veneto. Con la regione della Serenissima i membri sono saliti a 22, dopo le adesioni, nel 2002, di Catalogna, Murcia, Regione Marche, Andalucia, Provincia di Livorno e Provincia di Trento. Grazie ad Earlall alla Regione Toscana è stato possibile promuovere programmi di transnazionalità e mobilità internazionale. «Il programma operativo toscano del Fondo sociale europeo 2007-2013 – ha ricordato, infatto, Simoncini – destina a questo scopo risorse per oltre 26 milioni di euro. Lo scambio di esperienze di lavoro, di conoscenze e l’intreccio fra culture diverse è un modo per ampliare un bagaglio di competenze, linguistiche e culturali e acquisire così strumenti utili per aumentare la qualità del lavoro e la competitività del sistema economico». Nel corso dell’incontro si è anche deciso che il Comitato delle Regioni europee, presieduto da Mercedes Bresso, si incontrerà a breve per discutere delle politiche del lavoro giovanili.

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