Divieto affitti turistici brevi vivo e vegeto, lo dice il sindaco

La delibera resta nel RU, è stralciata dal Poc, passerà dal Tar

Firenze – Plausibile tecnicamente, pericolosa dal punto di vista politico. La decisione presa dalla giunta comunale di Firenze di portare in aula, alla votazione del consiglio, dopodomani, un Piano Operativo comunale (Poc) senza la norma che stoppa le nuove richieste di affitti turistici fa già discutere, ma soprattutto trova contrari sindacati e residenti. Ricordiamo che l’emendamento che congelerebbe lo stop si innesta in una città dove si sta ponendo sempre più il problema della desertificazione, in particolare della zona Unesco ma non solo, delle residenze a tutto vantaggio della macchina delle piattaforme di affitto turistico. Un problema che ha avuto, fra le altre, la conseguenza di consegnare a Firenze la maglia della città con i canoni d’affitto più alti o quasi di tutto il territorio nazionale.

“Desta sconcerto la decisione di Palazzo Vecchio di soprassedere dall’inserire nel nuovo Piano Operativo, le – pur ancor troppo timide -norme varate per contenere la dilagante trasformazione dello spazio abitativo fiorentino in quello che nei fatti è un gigantesco “albergo diffuso” – di legge in una nota inviata da Sunia e Progetto Firenze – A fronte di una situazione disastrosa dal punto di vista abitativo, la decisione del luglio scorso del Comune di Firenze costituiva un primo passo coraggioso per intraprendere quel cammino non più rinviabile a tutela delle città, dei territori e di chi vi risiede e lavora. Invece che passi indietro, ora servirebbero ancor più decisi balzi in avanti, richiamando la politica tutta, sia in Comune sia in Regione, alla responsabilità di governare i territori anche introducendo strumenti normativi idonei non solo a favorire lo sviluppo territoriale del turismo, ma anche – e soprattutto – a preservare (e, nel caso occorra, ripristinare) un equilibrio armonico tra la popolazione che risiede e lavora nel territorio fiorentino e toscano, il territorio stesso e un’industria che nei – e dei – territori si nutre per crescere”.

D’altro canto, “la giustificazione addotta del passo indietro, che sarebbe legata alla grande quantità di ricorsi al Tar, ci sembra risibile e anche poco rispettosa del primato della politica sulle scelte di vita dei cittadini”. commenta la segretaria regionale del Sunia, Laura Grandi.

Nega con forza il “passo indietro” la giunta. “Su questo tema non arretriamo di un millimetro”, dice il sindaco Dario Nardella (che nel frattempo ha portato la delibera ad esempio nelle altre città d’arte nazionali e non, come ad esempio a Parigi).

Insomma grande è la confusione sotto il sole fiorentino, Andiamo per passi. Intanto, come fanno sapere dall’amministrazione, lo stop rimane pienamente operativo. Perché? Perché la norma approvata nello scorso autunno, che regolamenta il fenomeno degli affitti brevi, è ” frutto di una delibera di variante al Regolamento Urbanistico vigente che resterà in vigore per i prossimi mesi. L’emendamento a cui si fa riferimento è un atto dovuto ed ha proprio l’obiettivo di assicurare la corretta conclusione della variante al RU nel rispetto di leggi e regolamenti e proteggerne il percorso amministrativo”. 

Secondo passo, il Piano operativo sarà presentato in consiglio comunale senza la parte sugli affitti brevi, spiega l’amministrazione, in quanto ” l’iter della variante al Regolamento Urbanistico vigente non è ancora concluso, è oggetto di numerose osservazioni e ricorsi in risposta ai quali, per mantenere l’operatività e la legittimità del divieto in atto, si è preferito attendere la pronuncia del TAR” che peraltro è stata fissata per il 9 maggio prossimo.  

Terzo passo. Si instaura così una specie di doppio binario per la delibera “affitti brevi”, che rimane pienamente operante ad oggi, dal momento che si trova nel RU, mentre per inserirla nel Poc si attende la pronuncia del Tar, fissata il 9 maggio. Dunque , una volta approvato il Poc, “i limiti agli affitti brevi continueranno ad essere in vigore nel centro della città. L’amministrazione si augura che il Tar confermi una scelta importante e coraggiosa fatta dalla città dopo anni di inutile attesa di una legge nazionale che tutelasse i nostri centri storici e alleggerisse la pressione abitativa”. Un occhio anche alla Regione, affinché, si augura l’amministrazione fiorentina, “grazie ad alcune modifiche alla normativa regionale sull’urbanistica e al turismo si possa arrivare a una regolazione più coerente anche nelle altre zone della città che vivono situazioni di pressioni turistiche e abitative”.

“Sulla battaglia contro la deregulation degli affitti turistici brevi non arretriamo di un millimetro, ma anzi rilanciamo e siamo pronti a valutare possibilità di estensione del potere di regolamentazione anche tenendo conto dell’evoluzione della nuova legge regionale – dichiara il sindaco Dario Nardella -. ci aspettiamo sempre dal Governo il varo di una disciplina nazionale che supporti regioni e comuni in questa attività. L’Italia è l’unico paese d’Europa a non avere una disciplina organica sugli affitti turistici brevi. Siamo praticamente fermi all’anno zero mentre nelle nostre città esplodono gli affitti e i costi delle case, mancano alloggi universitari e fondi per il patrimonio abitativo pubblico. A Firenze abbiamo deciso di non stare a guardare e aspettare una legge che finché ci sarà questo governo non arriverà mai, per questo andiamo avanti con la delibera urbanistica e ci prepariamo a far valere le nostre ragioni nell’udienza al Tar”.

Ricapitolando. Al momento la delibera resta in vigore nel Ru. mentre il Poc verrà approvato senza di essa. Tuttavia, il Piano Operativo, una volta e se approvato, entrerà in vigore solo 30 gg dopo la pubblicazione sul Burt, a ridosso, quindi, della sentenza del Tar. Gli uffici avranno il tempo di introdurre una nuova variante, tenendo conto degli eventuali rilievi del Tar. Di fatto, la finestra di tempo in cui la norma non sarà in vigore potrebbe essere molto limitata (o non esserci affatto).

Se questo è il punto di vista tecnico, tuttavia è dal punto di vista politico che il piatto potrebbe piangere. Intanto, perché la sensazione che si tratti di un passo indietro è ormai nell’aria e si presta ad essere sfruttata politicamente in tempo di elezioni. Dall’altro, qualcuno già insinua che questo stop and go potrebbe essere anche l’escamotage per permettere a Italia Viva, che come ben si sa pur essendo in maggioranza è ferocemente contraria allo stop sugli affitti brevi come prospettato dalla delibera di giunta, di votare il Poc insieme alla maggioranza, evitando fratture evidenti in un momento di difficoltà evidente di rapporti fra i due gruppi politici. Ipotesi tirata per i capelli? Forse. Ma come insegnava qualcuno, a pensar male ….

Foto: Luca Grillandini

Total
0
Condivisioni
Prec.
I Digital Innovation Hub, come aiutare l’impresa nella transizione 4.0

I Digital Innovation Hub, come aiutare l’impresa nella transizione 4.0

Edoardo Imperiale: "L'Italia deve recuperare sul lato delle infrastrutture"

Succ.
Acqua, Legambiente: “Fiumi e Pfas, cercare i responsabili”

Acqua, Legambiente: “Fiumi e Pfas, cercare i responsabili”

"La tutela delle risorse idriche coinvolge anche le questioni internazionali"

You May Also Like
Total
0
Condividi