Società parallele e disagio sociale nel caso della bimba scomparsa a Firenze

Una tolleranza zero per le bolle criminali

Quanto successo all’ex Hotel Astor a Firenze oltre ad essere particolarmente triste ed angosciante per la sorte della piccola Kata, non può esimermi dall’analizzare la situazione per capire come si è arrivati a quanto successo.

Siamo di fronte a quello che possiamo definire un microcosmo di illegalità diffusa che si può inserire all’interno del concetto, da me già espresso proprio su queste pagine per la prima volta, della società parallela, fuori dalle regole statali, aggravata in questo caso da un contesto sociale difficile. Sempre più spesso si assiste a Firenze a queste bolle in cui succede di tutto, dalla presenza dei clan, al racket, alla droga ed alla prostituzione.

Nel caso dell’Ex Astor clan e racket son presenti di sicuro. Se queste situazioni, anche in mancanza di risposte sociali, non vengono risolte nell’immediatezza di quando sorgono, si arriva al kaos criminale. La sottovalutazione di tale kaos, come spesso avviene, porta anche a fatti particolarmente gravi come la scomparsa di una bambina di 5 anni, sperando che non si sia arrivati all’omicidio. Ora, se da un punto di vista criminale la dinamica all’interno di queste bolle è sufficientemente chiara, quella sociale che porta alle occupazioni è trascurata, come il fatto che le strutture organizzate associative appaiono deboli a fronteggiare le situazioni criminali.

È bene essere chiari anche su questo punto. Le città turistiche sono diventate città care in cui vivere per i cosiddetti normali, specie se non radicati in città, è impossibile. La città ricca ha bisogno di manodopera a basso prezzo, la neo schiavitù 2.0. Bisogna quindi affrontare anche la tematica del disagio sociale che ovviamente non giustifica il degrado criminale, ma che ne è una concausa insieme al modello di sviluppo economico malato di città come Firenze basato sul turismo speculativo.

Dobbiamo quindi avere una tolleranza zero per le bolle criminali, ma anche per le concause sociali che le causano. In queste bolle, come nelle nostre città malate di ricchezza, arrivano
poi le mafie di vario livello e potenza a gestire il tutto.

Foto:Luca Grillandini

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