Rissa a Sollicciano, fiamme e due feriti

Don Vincenzo Russo: “Situazione esplosiva, non bastano cerotti, serve il senso di un percorso per cambiare subito”

Firenze – L’ufficialità della notizia giunge da Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp: verso le 18, nel carcere di Firenze a Sollicciano è avvenuta una nuova rissa, un litigio tra detenuti albanesi e nigeriani, che ha avuto conseguenze importanti con anche uno sviluppo di incendio nella settima sezione. In questa sezione un gruppo di detenuti nigeriani e di altre nazionalità hanno anche tentato di forzare il cancello dell’atrio rimpendo un plexiglass di protezione. Lo stesso Beneduci rende noto che 2 poliziotti penitenziari hanno riportato lesioni in conseguenza dei disordini.

I disordini sono stati risolti con “notevoli difficoltà” e sono stati ristabiliti “l’ordine e la sicurezza interni e la chiusura delle celle in settima sezione”.

“Anche dagli altri istituti di pena sono intervenuti contingenti di Polizia Penitenziaria di rinforzo – ha detto ancora Beneduci – ma la situazione del carcere fiorentino, non nuovo a simili episodi nell’ultimo periodo, rimane esplosiva, soprattutto nella perdurante assenza di interventi risolutivi da parte delle autorità penitenziarie regionali e centrali”.

Sulla questione interviene don Vincenzo Russo, ex cappellano del carcere, ora al vertice della Madonnina del Grappa, rimasto tuttavia in contatto e molto sensibile alla realtà carceraria di Sollicciano.

“Questa situazione è stata sottovalutata. Il detenuto è sempre più schiacciato nella morsa dell’abbandono, determinando reazioni irrazionali, emotive, di stress. Ciò va considerato, in quanto queste azioni peggiorano la vita dei detenuti in carcere e fuori. Tutto condiziona. Questi atteggiamenti aggressivi sono forme di autolesionismo, che si ripercuotono su di loro, sul loro futuro, condizionano il giudizio su di loro -dice Russo – per questo parlo di una situazione esplosiva, perché così non si può andare avanti, serve cambiamento, attenzione a condizioni che non si riescono più a gestire. Molto probabilmente si è perso il controllo, non c’è nell’amministrazione una presa di coscienza di quanto sta avvenendo negli istituti in Italia. L’esasperazione è il punto. Servono riflessioni importanti, che rendano possibile una modifica dei fatti. È arrivato il momento di intervenire, portando lì dentro non tanto qualche cerotto, ma il senso di un percorso”.

“A Sollicciano la situazione è molto grave: il ministero della Giustizia deve intervenire. In questi giorni la direttrice dell’Istituto penitenziario di Firenze ha denunciato che l’appalto di ristrutturazione è fermo da febbraio 2023 e che l’organico della Polizia penitenziaria è di 350 agenti anziché dei 566 della pianta organica, oltre ad aver ricordato le condizioni fatiscenti in cui si trova la struttura. Di oggi è la notizia dello scontro tra detenuti che ha portato al ferimento anche di due agenti. Sollicciano richiede interventi strutturali e di organico urgenti. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministero della Giustizia per chiedere le tempistiche degli interventi necessari e urgenti” dichiara il deputato dem Federico Gianassi.

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