Regione Toscana, presidio di protesta contro il taglio al fondo produttività

Firenze – La questione, che va avanti da luglio scorso, è resa sinteticamente in una nota dell’Usb, che fa parte dell’Rsu regionale: “La Regione Toscana ha deciso di tagliare due milioni di euro l’anno dal fondo della produttività dei lavoratori per pagare il personale di supporto agli organi politici, 172 persone a chiamata fiduciaria. Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una legge che rende strutturale questo taglio”.

In soldoni ciò significa che, senza adeguato confronto con le Organizzazioni sindacali, il prelievo sul fondo del salario accessorio del personale per il pagamento del trattamento accessorio degli addetti assegnati alle strutture di supporto degli organi di governo e del consiglio, nonché per il pagamento dei responsabili delle strutture, è stato reso strutturale. La legge in questione è la a n.2/2023, promulgata il 7 gennaio, e pubblicata sul Burt dell’11 gennaio, con cui, spiegano dalla Cgil regionale, “la Regione Toscana tenta di risolvere il pesante giudizio della Corte dei Conti sul Bilancio 2021 spostando il peso economico del salario accessorio del personale di supporto agli organi politici a carico del fondo delle lavoratrici e dei lavoratori”.

In termini concreti, “i lavoratori di Regione si vedranno tagliare una parte del proprio salario, circa mille euro l’anno e la possibilità di poter effettuare progressioni di carriera, per pagare le indennità del personale chiamato a supporto della politica, i 172 addetti di cui solo 40 sono dipendenti di Regione Toscana, gli altri 132 hanno contratti a tempo determinato con chiamata nominativa e fiduciaria da parte del Presidente, della Giunta e del Consiglio”. Sulla legge 2, pesa anche la via legale già avviata dalla Fp Cgil Toscana, insieme alla Uil Fpl, con la presentazione del ricorso al Tar, che vedrà un primo accesso a ottobre 2023.

Intanto, come segnala l’Usb, “non c’è solo una mancanza di trattativa, oltre al fatto che una legge che permette di sostenere i costi della politica con il fondo dei lavoratori è francamente paradossale. Facciamo anche notare che fra i 172 addetti a supporto, alcuni  svolgono mansioni di tipo dirigenziale. Perché dunque non toccare anche il fondo dirigenti?”.
Sulla questione è in programma un incontro col presidente Giani domani. Intanto, le Rsu hanno lanciato un presidio di protesta per l’8 marzo, dalle ore 10 alle 12.30, sotto il Palazzo del consiglio regionale, in via Cavour, 4, a Firenze. 
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