Piano paesaggistico e cave, Legambiente Carrara:”Deregulation totale”

Carrara (Ms) – “La lobby del marmo esce allo scoperto attraverso il maxiemendamento presentato due giorni fa dal Pd in Consiglio regionale. E’ il Pd, vergogna!”. Così Legambiente Carrara, impegnata da tempo per un‘ estrazione del marmo sostenibile e che  conosce in dettaglio la storia delle cave sulle Alpi Apuane, commenta gli emendamenti, presentati dal Pd, che riducono le tutele paesaggistiche e ambientali previste fino ad ora dal testo del piano paesaggistico della Regione Toscana, condiviso con il Mibact. L’associazione ambientalista aveva chiesto alla Regione di proteggere le sorgenti dalle cave, attraverso listituzione delle zone di protezione previste già dal DPR 236/1988, una prescrizione che resta inattuata sulle Apuane sfruttate per il marmo dopo 27 anni. E individua una relazione tra tali emendamenti e la revisione della legge regioanle in materia di cave.

“Diviene chiara la strategia generale di “sviluppo” economico perseguita: deregulation, svendita dell’ambiente e dei beni comuni in nome di un liberismo economico sfrenato, ma di tipo coloniale (rendita anziché concorrenza), che arricchisce pochi e genera povertà e devastazione ambientale”. E’ questa la valutazione di sintesi di Legambiente Carrara sugli emendamenti presentati dal Pd al piano paesaggistico della Regione Toscana, i quali,  aprendo alle attività estrattive attraverso una riduzione delle tutele paesaggistiche, anche procedurali,  avranno impatti ambientali, permanenti e irreversibili sulle Alpi Apuane (Piano paesaggistico il Pd cambia politica e riduce le tutele 20 febbraio). Così Legambiente Carrara si unisce al coro di ferma critica delle associazioni ambientaliste Italia nostra, Fai, Legambiente, Wwf (21 febbraio).

“Il PD toscano ha gettato la maschera: il maxi-emendamento al Piano paesaggistico presentato nella commissione ambiente regionale mira a svuotare in maniera sistematica gli ultimi residui di tutela ambientale delle Apuane rimasti nel piano, lasciando mano libera all’aggressione dilagante delle cave. Si prospetta – spiega la nota di Legambiente Carrara – la deregulation totale: lo stesso Parco Regionale delle Apuane, i cui splendidi paesaggi sarebbero martoriati dal libero ampliamento delle cave e dei ravaneti e dalla riapertura delle cave dismesse, sarebbe completamente svuotato di significato; si salverebbero solo le vette e i crinali sopra i 1.200 m, purché non siano già intaccati”.

“Con questa iniziativa il PD, perdendo ogni ritegno, si è messo apertamente alla testa della lobby del marmo, scavalcando addirittura Forza Italia e i suoi 200 emendamenti (peraltro in buona parte identici). Molte cose divengono adesso più chiare. Diviene chiara – prosegue la nota – la manina che nell’iter di revisione della legge regionale “Norme in materia di cave”, pur prevedendo la gara pubblica per il rilascio delle concessioni (in doverosa ottemperanza alla normativa europea), ha introdotto una serie di commi per farla slittare di qualche decennio”. La casistica va da 7 anni a 42 anni, precisa la nota di Legambiente

L’appello di Legambiente Carrara: “Vogliamo credere che i militanti e i circoli del Pd non condividano queste scelte: chiediamo perciò loro di pronunciarsi apertamente con una sollevazione generale contro i loro consiglieri regionali che, ne siamo convinti, hanno stravolto il mandato dei loro elettori”.

“Dietro all’alibi della promozione dell’occupazione, si cela un gigantesco regalo alla rendita di posizione degli attuali titolari di cava e di beni estimati e un ingente danno alle entrate comunali, quindi ai cittadini – prosegue la nota di Legambiente – Diviene chiaro perché è caduta nel vuoto la nostra documentata richiesta dell’aprile 2014 alla Regione di proteggere le sorgenti dalle cave, istituendone le zone di protezione previste già dal DPR 236/1988 (prescrizione di legge ancora inevasa, dopo 27 anni) e imponendo rigorose modalità di estrazione (costante pulizia delle superfici di cava, eliminazione dei ravaneti e dei cumuli di terre).

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