Piano industriale di Poste: il Comune di Pistoia farà ricorso al Tar

Pistoia – Lo ha deciso il sindaco Samuele Bertinelli che, con proprio decreto, ha conferito il mandato all’avvocato Gabriele Melani che rappresenterà tutti gli enti locali che hanno deciso di costituirsi in giudizio in forma unitaria, per l’annullamento delle previsioni di chiusura degli uffici.

Il Comune di Pistoia proporrà ricorso al Tar Toscana per l’annullamento delle previsioni di chiusura e riduzione di orario di circa 80 uffici postali toscani contenute nel piano industriale presentato da Poste Italiane all’inizio del mese di febbraio. Il piano prevedrebbe per il territorio comunale di Pistoia la chiusura degli uffici di Cireglio, Le Grazie, Pracchia, Sammommè e Villa di Baggio e una riduzione dell’orario dello sportello di Piteccio.

A decidere di costituirsi in giudizio è il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli, informa la nota della amministrazioen comunale,  che martedì scorso, 3 marzo, con proprio decreto, ha conferito l’incarico di difendere gli interessi dell’Amministrazione e del territoiro all’avvocato Gabriele Melani di Firenze, che, individuato da Uncem, rappresenterà tutti gli enti locali toscani decisi a costituirsi in giudizio in forma unitaria.  Infatti, durante la riunione dello scorso 27 febbraio a Firenze, convocata dall’ufficio di presidenza della Regione Toscana, Anci, Uncem, Regione Toscana e tutti i comuni presenti, tra cui anche quello di Pistoia, hanno deciso di promuovere un’azione collettiva e di ricorrere dunque  al Tar in forma congiunta contro il provvedimento di Poste Italiane.

L’azione legale è conseguente – spiega la nota – alle azioni compiute fin da subito dall’Amministrazione comunale, compresa quella di interpellare la Regione per un coordinamento dei territori, e alle valutazioni di netta contrarietà immediatamente espresse dal sindaco appena appresi i contenuti del piano. Il Comune di Pistoia, raccogliendo anche le posizioni espresse dai singoli comitati paesani e dalle Proloco, giudica infatti inaccettabile una simile ipotesi di ristrutturazione, che andrebbe ad impoverire il territorio comunale di presidi importantissimi, andando a colpire soprattutto le aree montane e collinari, già vessate, più di altre, dalla crisi economica e vittime di un progressivo impoverimento di servizi, che l’Amministrazione comunale è invece impegnata, da tempo, a contrastare.

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