Reggio turisticamente al palo, si butta “anema e core” in un maxi-progetto canossiano

Reggio turisticamente al palo (rispetto al recente boom turistico delle città emiliane cugine) si lancia in un maxi progetto canossiano

Dopo la presentazione, la scorsa primavera, dell’indagine preliminare “Canossa – Un ponte per l’Europa” promossa dal Comune, grazie ad un Protocollo d’intesa già sottoscritto da numerosi enti pubblici e partner privati è ora pronto a partire ufficialmente il Piano strategico d’Area vasta “Terre di Canossa”. Contenuti e modalità del Piano – finalizzato a implementare lo sviluppo, la competitività e la qualità della vita nei territori matildici – sono stati illustrati dal presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi, dal sindaco di Canossa Luca Bolondi e dagli architetti Massimo Casolari e Paolo Soragni. Con loro, anche rappresentanti degli altri otto Comuni (Albinea, Baiso, Carpineti, Castellarano, Montecchio Emilia, Quattro Castella, Scandiano e San Polo d’Enza) e del primo gruppo di partner che ha già aderito al protocollo d’intesa: Coldiretti, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e la ditta Medici Ermete e Figli srl.

“E’ un progetto fondamentale per la promozione del nostro territorio, un settore sul quale sentiamo di dovere lavorare alacremente, dal pubblico al privato, a maggior ragione in questa nuova stagione della Destinazione turistica che ci chiama ad allargare l’orizzonte da un’ottica provinciale ad una di area vasta insieme a Parma e Piacenza – ha detto il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi – Lo studio preliminare e, oggi, il piano strategico promossi dal Comune di Canossa vanno proprio nella direzione di valorizzare il nostro territorio non più con azioni autonome, ma in chiave sinergica e in modo strutturale mettendo in relazione tra di loro tutte le risorse disponibili. La presenza dei privati, oltre a tanti Comuni e alla Provincia che avrà un ruolo di coordinamento e di assistenza, è fondamentale perché senza il loro coinvolgimento ci potremmo limitare a semplici azioni dimostrative”.

Il sindaco di Canossa Luca Bolondi ha quindi ricordato i “mesi di duro lavoro che hanno prodotto a questo strumento innovativo che pensa al turismo, all’agroalimentare e allo sviluppo mettendo a contatto vari mondi, a partire dall’associazionismo e dall’imprenditoria privata”. “Il piano strategico è una cornice all’interno della quale disegnare insieme il futuro del nostro territorio: il compito dei Comuni sarà principalmente quello di mettere in condizione chi vuole investire di poterlo fare”, ha aggiunto. Dopo l’illustrazione del piano da parte dell’architetto Massimo Casolari – “le vere potenzialità sono i prodotti, eccellenze che rappresentano l’avanguardia dello sviluppo” – sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti di Coldiretti e Confcommercio, Medici Ermete e Figli Srl, l’assessore Clementina Santi, Mario Bernabei del centro turistico “Andare a Canossa” e Vasco Mazzieri, coordinatore dei consistenti progetti già in corso da parte della Antichi poderi di Riverzana e Canossa San Biagio che si conta di terminare in un paio di anni.

Grande apprezzamento per “il lavoro svolto con lodevole condivisione sinergica” è stato espresso a nome della Diocesi da monsignor Tiziano Ghirelli, che ha ricordato come “la Chiesa sia depositaria di un enorme patrimonio culturale: curarlo e tutelarlo, in poche parole toglierlo da un contesto di polvere e naftalina, è una sfida fondamentale non solo per noi, perché promuovere cultura contribuisce a tenere viva e brillante la mente”.

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