Oltre 5mila in piazza a Pisa contro i manganelli a chi protesta

La città si ritrova in strada: “No alla violenza su chi dissente”

Pisa – Mentre sale la conta degli studenti universitari e delle medie superiori che sono stati feriti dalle cariche della polizia a Firenze e Pisa, mentre manifestavano per la Palestina e il cessate il fuoco, arrivando a contarne 18 feriti fra le due città, Pisa straripa di persone che scendono in strada e riempiono tre piazze, fra cui la famosa piazza dei Cavalieri interdetta oggi a suon di manganellate al corteo degli studenti. Gli scontri della mattina hanno segnato profondamente la coscienza collettiva della città, tanto che anche il primo cittadino Michele Conti, a capo di una giunta di centrodestra, interviene dicendosi “amareggiato come cittadino e come genitore” per quanto accaduto, e facendo sapere che stamani ha telefonato “a questore e prefetto per chiedere conto di quanto avvenuto. A entrambi ho ribadito che chiunque deve essere libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, sempre”.

Dal canto dell’Università, il Rettore Riccardo Zucchi ha diramato una nota, in cui ha espresso “profonda preoccupazione e sconcerto” per gli scontri della mattina, e, “in attesa di ricevere chiarimenti sull’accaduto e sull’operato delle forze dell’ordine, auspica che tutte le autorità competenti intervengano per garantire la corretta e pacifica dialettica democratica, tutelando la sicurezza della popolazione e della comunità studentesca”.

La Normale e il Sant’Anna manifestano la loro solidarietà e vicinanza agli studenti e alle studentesse, parlando di “uso della violenza sia inammissibile di fronte alla pacifica manifestazione delle idee”. Anpi infuriata, durissima la nota dettata alle agenzie dal presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo: “A Pisa la polizia ha caricato con estrema violenza un pacifico corteo di ragazzi e ragazzini liceali che manifestavano il loro libero pensiero sulla tragedia di palestinese. È l’ennesimo episodio di una gratuita violenza delle forze dell’ordine, che nega di fatto il diritto al dissenso. È evidente che ci sono indicazioni nazionali al fine di reprimere qualsiasi manifestazione non gradita. Non vogliamo il governo del manganello. Piantedosi deve rispondere. Ora basta!”.

E mentre sia a Firenze che a Pisa si contano le dita fratturate, le lesioni al cuoio capelluto e commozioni cerebrali, un naso rotto (la ragazzina la cui foto con la faccia insanguinata ha fatto il giro del web in queste ore) con taglio sotto un occhio (“manganellata presa di faccia”, raccontano alcuni amici) e parole di condanna d si alzano dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, e anche dal presidente della Regione, Eugenio Giani, la vicenda fa il salto e diventa oggetto di attenzione nazionale. Interviene la segretaria del Pd Elly Schlein, che parla di manganellate “inaccettabili”, di “clima di repressione”, e dice: “Presentiamo subito un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi, affinché chiarisca. C’è un clima di repressione che abbiamo già contestato mercoledì scorso al ministro in Parlamento. Difendiamo la libertà di manifestare pacificamente”. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte non si tira indietro, e parla di immagini “preoccupanti, non degne del nostro Paese. Non può essere questa la risposta dello Stato al dissenso”. Artuto Scotto, deputato Democratico, fra i primi a intervenire: “I video che circolano in rete dimostrano chiaramente una reazione oltre misura delle forze dell’ordine”, e prosegue: “sono scene intollerabili di cui chiederemo conto immediatamente al ministro dell’interno”.

Da parte dei questori di Pisa e Firenze, nel corso del pomeriggio, arrivano dichiarazioni sulla vicenda. Il questore di Pisa Sebastiano Salvo spiega che il corteo non era autorizzato ed era perciò mancata “l’interlocuzione con i rappresentanti dei promotori”, essendo le forze dell’ordine venutone a conoscenza solo attraverso i canali social. Il momento di tensione, spiega il questore di Pisa, è avvenuto quando i manifestanti sono venuti in contatto con le forze dell’ordine predisposte a impedire l’ingresso in piazza dei Cavalieri. Anche la questura di Firenze spiega che il contatto è avvenuto nel momento in cui i manifestanti hanno deviato dal percorso concordato con i Cobas dirigendosi verso il consolato statunitense.

Il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo dirama un post: “”Le immagini che arrivano stamani da Pisa sono gravissime. L’Italia non può essere lo Stato in cui, nel 2024, per fermare degli studenti adolescenti si utilizzano i manganelli e la violenza e non può essere una giustificazione il fatto che quel corteo non fosse stato comunicato o autorizzato. La funzione di presidio del territorio e tutela della sicurezza, da parte delle forze dell’ordine, è un elemento fondamentale e imprescindibile ma il diritto a manifestare e il diritto al dissenso sono previsti dalla nostra Costituzione e non possono in alcun modo essere messi in discussione. Chiedo a tutti gli organi preposti, e in primis al governo e al ministro competente, che su quanto accaduto  venga fatta chiarezza il prima possibile e si accertino tutte le eventuali responsabilità”.

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