“Michelangelo a Bologna”, le tracce dell’artista nel capoluogo emiliano

Oltre cinquanta opere tra marmi, disegni, libri antichi e documenti d’archivio

L’anniversario dei cinquecentocinquant’anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti diventa l’occasione per esplorare la vita del Maestro e i luoghi che l’hanno accolto. Bologna è tra le città che conserva ancora tra le pieghe del territorio, non solo all’interno dei musei, la memoria del passaggio del genio rinascimentale che ha lasciato impronte profonde.

Ora il capoluogo dell’Emilia-Romagna esprime la sua gratitudine con una mostra, “Michelangelo e Bologna”, a Palazzo Fava, aperta fino al 15 febbraio 2026.

Le tracce della formazione di Michelangelo sono molte, tra queste la basilica di San Domenico e di San Petronio l’oratorio di Santa Cecilia e la Pinacoteca Nazionale. La mostra è un invito a riscoprire i luoghi che hanno ispirato il genio, valorizzare il rapporto profondo del Buonarroti con Bologna e a rileggere il Rinascimento bolognese e la tradizione ferrarese come un’eredità collettiva unica.

La prima visita a Bologna del giovane Michelangelo, appena ventenne, è durante la sua fuga dai Medici, e trovò ospitalità dal senatore Giovan Francesco Aldrovandi. Qui Buonarroti si dedica alla lettura e alla sua formazione artistica. Realizzò le statue dei santi Procolo e Petronio, e l’angelo reggicandelabro dell’Arca di San Domenico seguendo lo stile di Jacopo della Quercia. Nella fervida vita culturale bolognese e la tradizione scultorea centroitaliana diventa per Michelangelo ispirazione per le sue opere più mature.

Durante il secondo soggiorno bolognese, nel 1506, realizzò la statua in bronzo del pontefice Giulio II , poi distrutta dai bolognesi e ricordata con una targa in Piazza Galvani. Per ribadire l’importanza dell’inclusione e dell’accoglienza, durante la mostra è stata lanciata l’iniziativa “biglietto sospeso”. Tutti i visitatori possono acquistare un biglietto in più da destinare a persone appartenenti alle fasce deboli della popolazione.

La realizzazione di “Michelangelo e Bologna” è stata possibile grazie alla collaborazione di Cristina Acidini e Alessandro Cecchi, curatori della Casa Buonarroti, ai Cardinali Matteo Maria Zuppi e Augusto Paolo Lojudice che hanno concesso in prestito opere di grande valore permettendo di investigare un periodo fondamentale per la ricerca di Michelangelo.

Oltre cinquanta opere tra marmi, disegni, libri antichi e documenti d’archivio, suddivise in sei sezioni ricostruiscono i momenti bolognesi dell’artista, determinanti per la sua carriera futura. Una preziosa documentazione racconta le difficoltà della vita in quei giorni, della peste e dei dettagli per la fusione dei metalli in oltre trenta lettere, scambiate fra Michelangelo e il fratello minore Buonarroti e conservate nell’Archivio Buonarroti.  

Il percorso espositivo indaga la vita di Michelangelo anche attraverso capolavori fiorentini come la “Madonna della scala” messi a confronto con i maestri toscani tra cui Donatello e Jacopo della Quercia e i modelli bolognesi. Lungo il percorso si trovano anche le opere di Ercole de’ Roberti, Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini, della cultura bolognese bentivolesca, con un linguaggio che unisce politica, fede e cultura. I carteggi mostrano i rapporti tra Michelangelo, la corte bentivolesca, i Domenicani di San Domenico e la committenza papale. 

Durante la mostra sono state programmate visite guidate e attività didattiche realizzate con il supporto tecnico di Pilot. Per l’occasione è stato stampato un catalogo edito da Sillabe e curato da Cristina Acidini e Alessandro Cecchi. 

Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e prodotta da Opera Laboratori, la mostra è curata da Cristina Acidini e Alessandro Cecchi, rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna, dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’esposizione è stata possibile grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo. L’allestimento è a cura di Opera Laboratori.

Michelangelo e Bologna
Fino al 15 febbraio 2026 
Palazzo Fava, Bologna

In foto: Michelangelo Buonarroti, Madonna della scala, 1490 circa, marmo, 56,7×40,1 x cm; Firenze, Casa Buonarroti

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