Prato – Presentato nella sala convegni del Palazzo delle Professioni di Prato da Fulvio Cervini, docente di storia dell’arte dell’Università di Firenze, e da Giuseppina Clausi, architetto della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici, introdotti dal saluto del presidente del Palazzo delle Professioni Marco Dominici, il volume “Le pietre di Prato“.
“Tutte le volte che apro il libro scopro un angolo della mia città che mi sorprende e mi viene voglia di andare a gustarmelo di persona!”
Accanto all’autore Bill Homes, la presidente Diana Toccafondi della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato: “La Fondazione con questo progetto, dopo molti anni, torna a promuovere e pubblicare un volume dedicato al territorio: le splendide immagini di Bill Homes sono altrettanti squarci luminosi su qualcosa che ci è insieme noto ed ignoto e che possiamo scoprire o riscoprire con occhi nuovi. Ringrazio profondamente Bill Homes, questo libro si colloca sulla scia della lunga tradizione dei viaggiatori inglesi, tradizione singolare che ci consente di guardare noi stessi, la storia e l’arte che ci circondano, con gli occhi di chi vede ciò che noi, talvolta, non vediamo più o vediamo in modo distante o disincantato”.
Un evento fortemente voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato,stampato da Claudio Martini editore con traduzione di Eneo Baborsky dei testi e cura editoriale ma soprattutto unico nel suo genere perché nel Palazzo delle Professioni si potranno ammirare, in mostra, una selezione di dodici acquerelli curata dall’Ordine degli Architetti.
Mentre quelle dedicate al serpentino che hanno come oggetto prevalente il complesso architettonico del Duomo, con la cattedrale e il chiostro, saranno esposte al Museo dell’Opera del Duomo, con 23 opere dedicate al complesso monumentale della Cattedrale. La direttrice del Museo dell’Opera del Duomo Veronica Bartoletti a questo proposito ha sottolineato come “l’architetto londinese Bill Homes ha studiato a fondo i materiali delle architetture della città di Prato, in particolare del Complesso della Cattedrale di santo Stefano, analizzandone ogni dettaglio e ringrazio di cuore la fondazione Cassa di Risparmio di Prato per aver permesso di esporre proprio nel luogo in cui sono stai pensati questi straordinari disegni”.
Un progetto editoriale ed espositivo che ha fatto dire dalla presidente dell’Ordine degli Architetti Federica Fiaschi, “un grande ringraziamento a Bill Homes per il suo lavoro che ci permette di riscoprire l’identità bella e complessa della città attraverso particolari della città che abbiamo dimenticato o non osservato a sufficienza”.
Si tratta dunque di un dono alla cittadinanza pratese che potrà ammirare per la prima volta gli acquerelli di Bill Homes, l’architetto artista innamorato di Prato dei suoi monumenti e palazzi che ha ritratto attraverso l’uso sapiente dei colori. Nè sfugge il il tocco curato ed elegante dei suoi pennelli che mostrano quell’identità che unisce le costruzioni pratesi all’uso dei materiali.
Più che una raccolta di un centinaio di originali opere pittoriche,può a buon diritto definirsi il racconto di Homes sull’architettura pratese. In una città famosa nel mondo per l’arte contemporanea per la presenza del Centro Pecci che raccoglie al suo interno le opere dei più grandi artisti del mondo, è dunque ancora possibile scoprire e al contempo ammirare all’aperto le opere della città,da quelle semplici per il sapiente utilizzo di materiali poveri come il mattone, o l’alberese visibile nelle murature in pietra a quelle complesse per il serpentino noto anche come Verde di Prato, dal caratteristico colore verde scuro, quasi nero, che riveste,maestoso, il monumento iconico della Cattedrale Santo Stefano della città.