Intelligenza artificiale, via all’iter del disegno di legge governativo

L’Italia è il primo Paese che adegua la normativa interna all’AI Act europeo

Non è ancora iniziato l’esame ma il cammino parlamentare della prima legge italiana sull’Intelligenza Artificiale è partito. Il disegno di legge n.1146 del Governo denominato “Disposizioni e delega al Governo in materia di intelligenza artificiale” è stato infatti presentato in Senato e assegnato alle commissioni referenti: 8ª (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica) e 10ª (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale). Nel disegno di legge sono previsti investimenti per un ammontare complessivo di 1 miliardo di euro. Tra gli strumenti principali previsti dall’atto dell’Governo, ci sono la creazione di un’Authority nazionale per intelligenza artificiale, l’istituzione di un Osservatorio del Lavoro, il varo di una piattaforma di IA in ambito sanitario.

Il Governo ha sollecitato una rapida calendarizzazione, visto lo sviluppo tumultuoso dell’intelligenza artificiale in ogni settore. L’Italia è il primo Paese che definisce un proprio disegno di legge dopo l’approvazione dell’AI Act, la prima legge mondiale sull’intelligenza artificiale approvata a marzo dall’Unione Europea. Altre normative sono state adottate dagli Stati Uniti, attraverso un Ordine Esecutivo del presidente Biden nell’ottobre 2023, e pochi mesi prima dalla Cina. Il colosso orientale ha inserito all’articolo 4 del proprio regolamento l’obbligo di ogni applicazione di IA di rispettare il socialismo. E c’è da giurare che l’apparato di Xi Jinping sarà particolarmente attento al rispetto di questo.

Uno degli scogli che il disegno di legge del Governo italiano deve affrontare è proprio la coerenza con la normativa europea che vige per ogni Paese aderente all’Ue. L’impronta basata sull’argine ai pericoli sociali connessi all’avvento dell’Ia non poteva dunque essere ignorata. In una nota ufficiale il Governo ha voluto puntualizzare che “il disegno di legge non si sovrappone al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale approvato lo scorso 13 marzo dal Parlamento Europeo, di prossima emanazione, ma ne accompagna il quadro regolatorio in quegli spazi propri del diritto interno, tenuto conto che il regolamento è impostato su un’architettura di rischi connessi all’uso della intelligenza artificiale (IA)”.

Il disegno di legge interviene in cinque ambiti: la strategia nazionale, le autorità nazionali, le azioni di promozione, la tutela del diritto di autore, le sanzioni penali. Si prevede, inoltre, una delega al governo per adeguare l’ordinamento nazionale al Regolamento UE in materie come l’alfabetizzazione dei cittadini in materia di IA (sia nei percorsi scolastici che in quelli universitari) e la formazione da parte degli ordini professionali per professionisti e operatori. La delega riguarda anche il riordino in materia penale per adeguare reati e sanzioni all’uso illecito dei sistemi di IA.

Sul piano della strategia generale il Governo istituisce le Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale, disponendo l’affidamento all’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) del compito di garantire l’applicazione e l’attuazione della normativa nazionale e dell’Unione europea in materia di AI.

Viene anche istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali un Osservatorio sull’adozione dei sistemi di IA: “Per le professioni intellettuali – si legge nell’atto del Governo – si stabilisce che il pensiero critico umano debba sempre risultare prevalente rispetto all’uso degli strumenti di intelligenza artificiale, che può riguardare solo le attività di supporto all’attività professionale”.

In materia di sviluppo economico viene promossa l’IA nei settori produttivi da parte dello Stato e delle pubbliche autorità”. Nel piano didattico personalizzato (PDP) delle scuole superiori per le studentesse e gli studenti ad alto potenziale cognitivo potranno essere inserite attività volte alla acquisizione di ulteriori competenze attraverso esperienze di apprendimento presso le istituzioni della formazione superiore.

In ambito sanitario i trattamenti di dati, anche personali, eseguiti da soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro per la ricerca e la sperimentazione scientifica nella realizzazione di sistemi di intelligenza artificiale per finalità terapeutica e farmacologica, sono dichiarati di rilevante interesse pubblico. Viene anche istituita una piattaforma di intelligenza artificiale per il supporto alle finalità di cura e, in particolare, per l’assistenza territoriale. L’utilizzo dei sistemi di IA in ambito sanitario deve lasciare impregiudicata la spettanza della decisione alla professione medica.

Per quanto riguarda l’uso nei mezzi di comunicazione dell’intelligenza artificiale generativa ormai presente in molte redazioni, il disegno di legge ribadisce il principio generale che ciò avvenga “senza pregiudizio ai principi di libertà e pluralismo alla libertà di espressione e del diritto all’obiettività, completezza, imparzialità e lealtà dell’informazione”.

Particolare attenzione è dedicata alla tutela degli utenti e del diritto d’autore. Si prevedono misure, nell’ambito del “Testo unico per la fornitura di servizi di media audiovisivi”, volte a favorire l’identificazione e il riconoscimento dei sistemi di intelligenza artificiale nella creazione di contenuti testuali, fotografici, audiovisivi e radiofonici. Precisa il testo del Governo: “Il contenuto che sia stato completamente o parzialmente generato, modificato o alterato dai sistemi di intelligenza artificiale, in modo tale da presentare come reali dati, fatti e informazioni che non lo sono, deve avere un elemento o segno identificativo, anche in filigrana o marcatura incorporata con l’acronimo “IA” o, nel caso audio, attraverso annunci audio ovvero con tecnologie adatte a consentire il riconoscimento. Fanno eccezione a tale marchiatura l’opera o un programma manifestamente creativo, satirico, artistico o fittizio, fatte salve le tutele per i diritti e le libertà dei terzi. Le misure attuative sono definite con specifico regolamento dell’AGCOM”.

Nell’ambito della legge sul diritto d’autore si prevede una disciplina specifica per le opere create con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale, assicurando l’identificazione delle opere e degli altri materiali il cui utilizzo non sia espressamente riservato dai titolari del diritto d’autore.

Nel testo approdato al Senato la disciplina penale occupa un ruolo rilevante: un’aggravante è prevista per chi, attraverso la diffusione di prodotti dell’IA, provi ad alterare i risultati delle competizioni elettorali, come già avvenuto in altre nazioni europee. Si punisce l’illecita diffusione di contenuti generati o manipolati con sistemi di intelligenza artificiale, atti a indurre in inganno sulla loro genuinità, con la pena da uno a cinque anni di reclusione.

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