Il Textile Hub apre le porte a Prato e al futuro dei rifiuti tessili

Si tratta di una delle infrastrutture più innovative realizzate in Italia
Inauguraizone Textile Hub, al centro il sindaco Matteo Biffoni taglia il nastro

Prato – Inaugurato a Prato il Textile Hub una delle infrastrutture più innovative realizzate in Italia per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili.

Realizzato da Plures grazie a un investimento di 31,3 milioni di euro, il Textile Hub è stato sostenuto grazie ad un contributo di 900 mila euro del PNRR e ha beneficiato delle agevolazioni previste dal piano Industria 4.0, con un credito d’imposta di 850 mila euro. Il progetto nasce per affrontare una delle principali sfide del comparto tessile nei prossimi anni: recuperare il valore delle fibre, trasformando ciò che oggi è considerato un rifiuto in una nuova risorsa per il sistema produttivo. Un sistema che unisce innovazione tecnologicaeconomia circolare e tradizione manifatturiera, rafforzando il ruolo di Prato come punto di riferimento europeo nel recupero e nella rigenerazione dei materiali tessili.

Si tratta infatti di un investimento che guarda ben oltre i confini del territorio, perché mentre l’Europa ridisegna le regole del settore, puntando su prodotti più durevoli, riutilizzabili e riciclabili, il nuovo impianto mette a disposizione della filiera una delle tecnologie destinate a rendere possibile questa trasformazione.

Le nuove politiche comunitarie stanno cambiando profondamente il ciclo di vita dei prodotti tessili. La raccolta differenziata, il riutilizzo, il riciclo delle fibre, la responsabilità estesa dei produttori e le future regole sull’ecodesign delineano un modello nel quale la capacità di recuperare materia diventerà sempre più centrale. Perciò il Textile Hub di Prato rappresenta una risposta concreta, anticipando un’evoluzione destinata a interessare progressivamente l’intera filiera della moda europea.

Il nuovo impianto è progettato per trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno: 20.000 tonnellate di materiali post consumo, pari sostanzialmente all’intero fabbisogno della raccolta differenziata della Toscana, e 13.000 tonnellate di scarti pre-consumo provenienti in larga parte dal distretto tessile pratese.

L’obiettivo è recuperare il massimo valore possibile dalle fibre. I capi ancora idonei saranno avviati al riuso, mentre quelli non più riutilizzabili verranno selezionati e destinati al riciclo, così da reimmettere nuova materia nel ciclo produttivo come ‘end of waste’.

L’impianto si sviluppa su 7.000 metri quadrati di superficie coperta, ai quali si aggiungono circa 10.000 metri quadrati di aree esterne dedicate alla logistica e alle movimentazioni dei materiali. Realizzato in 24 mesi di lavori, il collaudo dell’intero sistema proseguirà fino alla fine del 2026, accompagnando la piena entrata a regime dell’infrastruttura.

A regime il Textile Hub impiegherà circa 50 addetti organizzati su due turni di lavoro. Di questi, circa due terzi saranno impegnati nelle attività di cernita semi-automatica dei materiali, una fase ancora oggi determinante per garantire qualità ed efficienza dell’intero processo di recupero.

Ma Textile Hub non è nè sarà un impianto isolato ma uno dei tasselli di una più ampia strategia industriale con cui Plures sta rafforzando la dotazione impiantistica della Toscana per il passaggio verso la transizione di un’economia sempre più circolare.

Il Piano Industriale del Gruppo prevede investimenti per 2,5 miliardi di euro nel quinquennio, con un programma che punta a sviluppare infrastrutture dedicate alle principali filiere di recupero delle materie: dalla frazione organica ai rifiuti tessili, dai RAEE alla carta, dalla plastica al recupero energetico. L’obiettivo è aumentare progressivamente l’autonomia impiantistica del territorio, ridurre la dipendenza da impianti esterni e valorizzare sempre di più le risorse contenute nei rifiuti, trasformandole in nuove materie ed energia.

 Al taglio del nastro hanno partecipato Lorenzo Perra, presidente di Plures: ‘Il Textile Hub rappresenta molto più di un nuovo impianto. È la dimostrazione che la transizione ecologica può diventare una leva di sviluppo industriale quando si investe in infrastrutture, innovazione e competenze. L’Europa sta indicando una direzione sempre più chiara per il futuro del settore tessile; noi abbiamo scelto di anticipare questa trasformazione, realizzando un’infrastruttura capace di dare risposte concrete a una sfida che riguarda l’ambiente, ma anche la competitività del nostro sistema produttivo.”

Alberto Irace, amministratore delegato di Plures: ‘Il Textile Hub nasce per rispondere a un’esigenza destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni: recuperare il massimo valore possibile dai materiali tessili e restituirli al ciclo produttivo

Nicola Ciolini, vicepresidente di Plures: ‘Per Prato questo progetto ha un valore che va oltre la realizzazione di un nuovo impianto. Significa mettere a sistema una vocazione che il nostro distretto coltiva da generazioni: recuperarerigenerare e dare nuova vita alle fibre tessili. Oggi quella tradizione incontra le tecnologie più avanzate e diventa un’opportunità di sviluppo per tutto il territorio. Sono particolarmente orgoglioso che sia proprio qui a nascere un’infrastruttura destinata a diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo per l’economia circolare del tessile, rafforzando la competitività delle imprese locali e creando nuove prospettive di lavoro e innovazione’.

Il sindaco di Prato Matteo Biffoni sulla nuova struttura innovativa ha detto; “In soli 24 mesi è stato realizzato un impianto tecnologico avanzato che trova a Prato il suo luogo naturale che riesce a unire l’intelligenza artificiale a un dna storico da sempre votato al riciclo e alla tradizione tessile. Nonostante le difficoltà e le preoccupazioni del territorio, l’Amministrazione comunale ha compiuto una scelta politica forte e lungimirante, dando vita a un investimento strategico fondamentale non solo per il distretto locale ma per l’intera Toscana e per l’Italia”.

“Questa struttura – ha poi aggiunto Biffoni – si propone di diventare nel tempo un punto di valore straordinario, ricalcando il successo che il progetto Gida ha rappresentato a partire dagli anni Ottanta”.

Infine il Sindaco ha sottolineato che “Prato risponde con i fatti alle richieste dell’Europa, mettendo a disposizione le sue tecnologie e un’esperienza radicata nei secoli per guidare una vera e propria rivoluzione globale nell’economia circolare e nella gestione dei rifiuti tessili. Il nuovo Hub dimostra così la capacità di una comunità industriale unica di reagire alle sfide del presente, continuando a innovare nella continuità e investendo con coraggio nel proprio futuro”.

Total
0
Condivisioni
Prec.
L’agricoltura tiene, positiva l’industria alimentare, ma è calma apparente

L’agricoltura tiene, positiva l’industria alimentare, ma è calma apparente

Il report di CREA Agritend e il focus sul grano duro di Coldiretti

Succ.
Mic fest e Quasi Festival di Emergency: tra testimonianza, cultura e impegno civile

Mic fest e Quasi Festival di Emergency: tra testimonianza, cultura e impegno civile

Due appuntamenti raccontano la realtà dei conflitti per promuovere una cultura

You May Also Like
Total
0
Condividi