Governare a Magdeburgo, la capitale di Sassonia-Anhalt? Anche, dice Alice Weidel, co-presidente e capogruppo della AfD al Bundestag. Ma dopo la vittoria eclatante del suo partito con il 43,8 per cento dei voti alle regionali guarda oltre. “Il mio obiettivo dichiarato è di aumentare il consenso alla AfD in tutto il paese al minimo a 40 per cento per le prossime elezioni politiche”, ha detto Weidel il giorno dopo a Berlino. E anche: “La CDU/CSU non sarà mai più in grado di vincere un elezione federale.” La AfD punta al potere e lo dice chiaramente.
E’ la Weidel che decide, non il vincitore di Magdeburg, Ulrich Siegmund. “E` un resultato storico ed è chiaramente un incarico a governare”, ha detto ancora. Quindi Siegmund, che sperava in una maggioranza assoluta e accennava addirittura a nuove elezioni per prendere di più, deve seguire la linea del partito e trovare alleati dagli altri partiti che finora hanno escluso di collaborare con il partito di estrema destra che tra l’altro vuole cacciare tutti gli immigrati dalla Germania.
Alla AfD mancano tre seggi. Già si parla della speranza di convincere deputati della CDU di disertare il proprio partito. Oppure di mettersi d’accordo con BSW, il Bündnis Sara Wagenknecht, i “rossobruni” che sono entrati con qualche rappresentante al parlamento regionale di Sassonia Anhalt. Passeranno comunque settimane finché un nuovo governo sarà in piedi.
Il vero dramma si consuma nella capitale. Un cancelliere visibilmente indebolito si è presentato alla stampa a Berlino. “E’ la sconfitta più grave da decenni, siamo scioccati dal voto”, ha detto Friedrich Merz. “Certamente ci saranno delle conseguenze” e “nessuno si aspettava un resultato così”. La sua CDU ha preso il 17,2 per cento, una sconfitta storica, meno della metà delle ultime elezioni regionali.
Ma già nella notte lunga di Magdeburgo i suoi intimi hanno confermato all’unisono che il governo è stabile e va avanti. Una frase scaramantica contro chi ha iniziato subito a parlare di dimissioni di Merz. “Il governo è stato eletto per quattro anni, il Parlamento è stato eletto per quattro anni” così Nina Warken, ministro alla cancelleria. Ora ci vorrebbe una certa stabilità, “Merz è alla guida di un governo che deve prendere anche delle decisioni non popolari”.
A molti tedeschi, non soltanto all’est, non piace il percorso di riforme che devono passare al Parlamento in questi giorni. Ci saranno tagli per tutti, nel welfare, nelle pensioni in un momento in cui la Germania affronta una disoccupazione che sale, un aumento del costo di vita e la paura di molti tedeschi di perdere il posto di lavoro, soprattutto alla Volkswagen.
“Non abbandono il mio percorso per le riforme”, ha detto Merz, “cercherò di spiegarli meglio”. Ma tutti in Germania sanno che proprio il clima di paura di perdere il proprio benessere ha contribuito al successo della AfD che non ha soluzioni, ma polemizza.
Le prossime politiche ci saranno solo nel 2029, ma tra due settimane si vota nel Meclemburgo-Pomeriana e a Berlino, che è città-stato. A Meclemburgo-Pomeriana governano i socialdemocratici con Manuela Schwesig, una donna molto stimata. Anche se la AfD arrivasse al 37 percento, secondo i sondaggi, non potrà mai governare da sola e la SPD sta recuperando. A Berlino invece la AfD potrebbe arrivare al 20 per cento, esattamente come la CDU e Die Linke. La SPD e i verdi hanno qualche punto in meno.
Da Mosca arrivano parole di sostegno per la AfD, anche dagli Stati Uniti: L’imprenditore e uomo più ricco del mondo, Elon Musk, che da tempo sostiene la AfD, si è congratulato con il partito. “Gut gemacht!” (“Ben fatto!”) ha scritto Musk sulla sua piattaforma social X in risposta a un post della co-leader dell’AfD, Alice Weidel, che si congratulava per il risultato.
La società civile in Germania, stupita e preoccupata per il successo dell’estrema destra, comincia a muoversi. Già il giorno dopo la debacle ci sono state delle manifestazioni in varie città dell’ovest e dell’est, a Berlino, Francoforte, Amburgo e Rostock. Nei prossimi giorni a Colonia e Lipsia – il motto: “insieme contro estremismo di destra e razzismo e per la democrazia”.
Nella foto: al centro Ulrich Siegmund