Firenze – Parte alla grande la XXXIII edizione di Fabbrica Europa e lo fa nel nome della più performante danza contemporanea tra debutti, anteprime e riprese. Una danza attuale che va oltre codici e linguaggi codificati per diventare espressione e gesto condiviso di una collettività mediterranea che, attraverso il corpo, si interroga sul presente, lo attraversa e cerca di superare conflitti e divisioni linguistiche e culturali.
Un impegno e una militanza che si riflette in Dance People, lo spettacolo inaugurale del Festival firmato dal coreografo libanese Omar Rajeh che, insieme a Mia Habis e a un gruppo eterogeneo di artisti, riflette su «come la distribuzione dello spazio possa influenzare le relazione e sveli le subdole dinamiche di potere» tese a dividere e a generare conflittualità.
Nella Terrazza del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con Dance People Omar Rajeh, fondatore della compagnia Maqamat, invita il pubblico a spostarsi nell’area della Terrazza per scegliere la prospettiva da cui osservare la creazione e condividere uno spazio che, privo di barriere, diventa politico e aperto alla partecipazione. Una sorta di rito festante che la musica dal vivo di Mathias Delplanque e Ziad El Ahmadie e la voce di Abdul Karim Chaar contribuiscono ad esaltare coinvolgendo coloro che danzano e coloro che guardano.
Ma la militanza coreutica di Dance People, insignito del premio Fondation E.C. Art pomaret, non è la sola e al PARC (17,18,19 sett.) arriva la performer Marine Fernandez con Centimemory che, presentato in prima assoluta, è una femminile riflessione sul significato profondo dell’invecchiamento tra esperienza vissuta e ricordo trasfigurato della stessa.
Sempre al PARC (24 sett.) e ancora en première va in scena Figlia Santa, una pièce di teatro-danza di Ludovica M. Poerio e Sergio Beercock che, ispirandosi ai culti misterici di Kore/Persefone, affronta il rapporto genitori e figli partendo da quello più complesso tra madre e figlia.
In anteprima nella Sala Orchestra del TMMF (26 sett.) Strike Two di Philippe Kratz, coreografo internazionale vincitore del bando di produzione de Biennale Danza di Venezia nel 2025, firma una creazione sul tema della memoria e del ricordo mettendo in scena due danzatori e tre musicisti della Scuola di Musica di Fiesole che eseguono il Trio per pianoforte n.2 di Šostakovič.
La danzatrice e coreografa Clémentine Telesport e il danzatore e coreografo Roberto Olivan, insieme al musicista Pino Basile, debuttano al PARC (27 sett.) con Shifting Latitudes, un lavoro multidisciplinare sul concetto di Europa come spazio identitario.
Al Teatro Cantiere Florida (27 sett.) il terzetto Gianfrancesco Giannini, Fabio Novembrini e Roberta Pacis si cimenta in Vanitas sull’iconografia pittorica classica tra corpi in movimento e natura morta di stampo carvaggesco, mentre la ResExstensa Company propone il Dittico delle radici (3 ott.) che comprende Mors di Elisa Barucchieri e Moreno Guadalupi, sul simbolismo animale legato al tarantismo, e Wolf Spider di Mattia Russo e Antonio de Rosa del collettivo Kor’sia, che reinterpreta la pizzica e la trance che ne deriva.
Ancora al Florida in prima assoluta approda HyperWater (6 ott.), una coreografia di Daniele Bianco per e con COB Compagnia Opus Ballet in cui l’individualità performante degli interpereti si trasforma in una corpo unico fluido e dinamico.
Al PARC la compagnia IVONA diretta da Pablo Girolami presenta Angel’s Orders – The Rilke Project (7 ott.), una produzione ispirata alla Prima Elegia di Rilke e costituita da un dialogo tra poesia e musica per rappresentare la fragilità umana e la distanza delle «celesti gerarchie degli Angeli».
In chiusura al Teatro Puccini (11 ott.) Equilibrio Dinamico Dance Company si esibisce in People used to die, il rifacimento di Avant les gens mouraient autorizzato del collettivo francese (LA)HORDE, che fonde i movimenti espressivi dell’Hardjump, dell’Hakken, del Jumpstyle e della street dance, e in Mahalaga Landscapes della coreografa Jill Crovisier che si concentra sul rapporto tra uomo, ambiente e memoria.
A corredo della nutrita programmazione di danza del Festival sono da segnalare le esibizioni di artisti emergenti, che mostrano al PARC tra il 23 sett. e l’8 ott. i loro pezzi, e sono l’esito – sottolinea la direttrice artistica Maurizia Settembri – «di una collaborazione con Marco Burchini e di una filiera di lavoro che prevede selezioni, residenze e debutti al PARC». Una sezione ampliata da Dentro il contemporaneo, il progetto dedicato ad autori under 25 e realizzato in collaborazione con la Civica Scuola Paolo Grassi di Milano con la curatela della docente e critica di danza Marinella Guatterini. Due serate al PARC (10 e 11 ott.) in cui sono proposte sei performance firmate da altrettanti coreografi laureati alla Paolo Grassi nel 2025 e affiancate da incontri con gli artisti rivolti al pubblico e da una lectio magistralis di Guatterini sulle arti performative nel contemporaneo e sugli sviluppi e sulle tendenze in atto.
Inf. www.fabbricaeuropa.net
In foto: OMAR RAJEH, Dance-People (Copyright: Tommy Ga-Ken-Wan)