Centro Lipu del Mugello, incombe la chiusura

Una grossa perdita per chi ama gli animali e per tutta la comunità: vent’anni di passione e dedizione, numeri impressionanti di animali salvati e cittadini che si rivolgono quotidianamente al centro, non bastano a far sì che le risorse giungano, per scongiurare la chiusura di un luogo fra i più quotati e famosi a livello nazionale. Una nota accorata e un appello parte dal Centro Lipu del Mugello. Ed ecco alcuni lampi di storia, per comprendere meglio cos’è e cosa rappresenta questo presidio dedicato agli animali selvatici, in primis i rapaci: “Il Centro nasce nel 1992 dall’idea di due ragazzi, accomunati dalla passione per la salvaguardia di specie animali, soprattutto rapaci. I primi “fortunati” pazienti del Centro sono quattro allocchi, rapaci notturni piuttosto diffusi sul nostro territorio. Da allora in poi, gli animali diventeranno migliaia e migliaia. Paola e Marco, i nomi dei fondatori, allestiscono voliere e una struttura di prima accoglienza, con enormi sacrifici, dovendo contemporaneamente occuparsi delle proprie attività principali, lavoro e studio. Avviano rapporti di collaborazione con il primo Centro in Italia per il recupero dei rapaci, il Centro Lipu di Sala Baganza a Parma e creano contatti con veterinari ed esperti del settore. Il che fa sì che l’esperienza per il primo soccorso degli uccelli, al Mugello, cresca e si affini”. Un servizio, sia detto per inciso, che sarebbe affidato all’amministrazione pubblica (lo Stato, ovvero le Regioni, ovvero le province che dalle regioni sono delegate, in virtù della legge nazionale 157/92 e dei recepimenti regionali) ma che l’amministrazione non svolge, ovvero non si sente in grado di svolgere. Ed ecco che interviene la Lipu e strutture come il Centro del Mugello. Ed ecco il lavoro che svolge il Centro: aperto 365 giorni all’anno, ricovera le specie più varie, “dai piccoli uccelli insettivori come il Codibugnolo, fino al magnifico Biancone. I numeri sono impressionanti, soprattutto rispetto alla forza lavoro volontaria disponibile: 200-300 ospiti fissi ed circa 1500 ricoveri annui, oltre a piccoli mammiferi tra cui ricci, scoiattoli, ghiri, faine”. Inoltre, i contatti telefonici o via internet superano i 10 mila l’anno e riguardano le richieste più varie, dal ricovero dell’animale alla necessità di informazioni, spiegazioni, consigli. Intanto, nonostante si crei una proficua sinergia con un altro Centro Lipu, il Centro Recupero Uccelli Marini di Livorno, che, almeno in piccola parte, alleggerisce il carico di lavoro e le difficoltà del Centro, la situazione, con il diminuire persino delle piccole convenzioni che lo legavano alle amministrazioni locali, diventa insostenibile, fino a costringere gli organizzatori a giungere alla chiusura, in mancanza di un cambio di passo da parte dell’amministrazione. In un incontro con l’Assessore provinciale, il direttore generale della Lipu e i volontari del Centro hanno fatto presente questa situazione, chiedendo accoratamente un sostegno maggiore In una lettera appena successiva, la Lipu ha formalizzato tale richiesta, facendo però presente che, in assenza di riscontro politico, ai primi di maggio 2014 il Centro sarebbe stato costretto ad avviare le pratiche di chiusura. Ed ecco le conclusioni cui sono giunti gli esponenti del Centro Lipu: “Senza alcuna polemica, senza urlare, senza protestare, eppure con grande amarezza e delusione, visto il sacrificio di questi vent’anni e l’amore dimostrato dai volontari Lipu per gli animali, la città e la provincia di Firenze e per i loro cittadini, a loro volta così generosi verso gli animali e la natura. E’ probabile che la chiusura del Centro Lipu determini non pochi problemi, per gli animali e per la gente. Ciò che la Lipu poteva fare, ed anche molto di più, ha fatto, in vent’anni ininterrotti. A chi di dovere trovare le giuste soluzioni e assumersi le proprie responsabilità. Per conto nostro, la grande stanchezza non ancora ha attenuato l’amore per gli animali e la dedizione per il lavoro che abbiamo svolto. E che continueremmo a svolgere volentieri, con la passione la dedizione di sempre, dovesse essere garantita la dignità, la qualità, la serietà che questo lavoro merita”.

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