C’è chi ha ridipinto le finestre del piano terra, chi ha sistemato i grandi vasi dell’orto, chi ha strappato le erbacce e curato il prato, chi ancora ha ripulito il pulmino: una grande squadra al lavoro, composta da trenta persone unite dal desiderio di aiutare. Parliamo dei dipendenti di CAMLogic, azienda reggiana attiva da sessant’anni nel settore dell’automazione industriale, al centro di un innovativo progetto di team building sociale svoltosi nei giorni scorsi a Casa Gioia.

Il team building sociale è un’occasione speciale per unire le persone non solo come colleghi, ma anche come cittadini attivi. Attraverso attività solidali e di volontariato, ogni partecipante contribuisce a un obiettivo comune che genera valore per l’azienda e per la comunità. Non si rafforzano solo la collaborazione e la fiducia reciproche, ma si condivide un’esperienza che ha un impatto positivo su chi ne è coinvolto.
I dipendenti di CAMLogic sono stati divisi in gruppi, ognuno con un compito diverso, portato a termine senza alcun disaccordo. Per diverse ore, dalle 8,30 alle 17 circa, tutti hanno lavorato con passione, impegno e spirito di squadra, vivendo in prima persona l’ambiente inclusivo di Casa Gioia e dando vita a una giornata “inaspettata e bellissima”, per usare le parole della presidente Stefania Azzali.

Tutti, a rotazione, sono entrati nelle aule per osservare l’attività di educatori e psicologi con gli utenti del centro, interagendo con i piccoli e accompagnando i grandi in palestra. Nel corso della giornata i partecipanti hanno potuto provare la stanza multisensoriale Snoezelen, in cui vengono riprodotti i rumori della natura e attivate le sensazioni tattili, e la vasca zero gravity in cui si galleggia su 400 litri di acqua calda senza bagnarsi. A scandire il ritmo dei lavori anche un pranzo e un aperitivo condivisi e un incontro di yoga della risata a chiusura del pomeriggio. Infine è stato chiesto ad ogni partecipante di scrivere le proprie impressioni su bigliettini colorati, che confluiranno in un pannello dedicato all’evento.
Prima di tornare a casa qualcuno si è offerto di prendere biciclette e tandem di Casa Gioia, al momento inutilizzabili, per sistemarli, oltre a dieci computer portatili che verranno formattati e poi restituiti alla cooperativa pronti per essere usati.
Per Casa Gioia si è trattato di un’esperienza nuova, che potrebbe essere replicata coinvolgendo altre aziende interessate e pianificando di volta in volta le attività che si intendono proporre ai dipendenti.
“Sono stati momenti emozionanti, a detta di tutti”, racconta la presidente Azzali. “Di solito sono gli utenti di Casa Gioia a uscire nel mondo esterno, questa volta è stato il contrario. Ecco cos’è l’inclusione: il fuori è entrato nel nostro centro, dandoci modo di sensibilizzare le persone sul tema dell’autismo e più in generale della disabilità. Abbiamo toccato i loro valori profondi. L’entusiasmo di alcuni partecipanti di fronte a piccole conquiste di un bambino, avvenute sotto i loro occhi, non ha prezzo. Con questa iniziativa, preparata passo passo con l’AD di CamLogic Marco Guazzetti e con Vania Anceschi, l’azienda di Cavriago ha deciso di puntare sul sociale, dedicando un’intera giornata alla fragilità e all’accettazione invece di organizzare le tipiche attività di team building, di solito ludiche o sportive”, sottolinea Stefania Azzali.
“L’ambiente di lavoro deve essere uno spazio dove crescere professionalmente, ma anche umanamente. Grazie a Casa Gioia credo che questo obiettivo sia stato raggiunto. Abbiamo imparato molto dal gruppo e dai ragazzi, a volte solo limitandoci a guardarli. Desideravamo proprio dare a tutti i dipendenti la possibilità di entrare in contatto e conoscere chi oggi ha delle difficoltà, scoprendo l’esistenza di strutture come Casa Gioia che con professionalità, amore, disponibilità e dedizione aiuta persone e famiglie ad affrontare situazioni molto complicate”, aggiunge l’AD Marco Guazzetti.