Area Nord: il treno per l’Europa passa di qui

La prima puntata del dossier dedicato alla città di domani

Perché un dossier sull’Area Nord? Svariate centinaia di milioni di euro di investimenti sono una ragione sufficiente per occuparsi di questa porzione di città da sempre votata alla poduzione e al lavoro. Ma il denaro non è tutto se è vero, come ha scritto il sociologo Robert Park, che la città è qualcosa di più di un insieme di uomini, infrastrutture, servizi e istituzioni cioè “uno stato d’animo, un corpo di costumi e di tradizioni, di atteggiamenti e di sentimenti organizzati entro questi costumi e trasmessi mediante questa tradizione”.

La posta in gioco è altissima: il grande cantiere che sorge da anni nell’Area Nord rappresenta un’occasione che la città non può permettersi di sprecare se non vuole restare realtà di secondo o terz’ordine, lontana anni luce da quella dimensione europea di cui ha parlato recentemente il sindaco Delrio. Poi ci sono gli investitori privati che scommettono sullo sviluppo dell’area, quindi nuovi posti di lavoro e opportunità per le imprese del territorio.

TRA MOBILITA’ E SVILUPPO

Tutto il progetto del’Area Nord è strettamente legato alla mobilità: entro la fine 2012 èprevisto il completamento della stazione Mediopadana, unica fermata in linea dell’Alta Velocità nel tratto Milano – Bologna, costata oltre 79 milioni di euro (18,3 stanziati da Tav e 60,795 dalla Regione Emilia Romagna). Il progetto complessivo, oltre alla stazione e ai tre ponti prevede la realizzazione della nuova pensilina del casello autostradale. Tutte opere progettate dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Accanto alle infrastrutture del cosiddetto Parco progetti Calatrava, ci sono importanti porgetti che riguardano che riguardano l’educazione, la meccatronica, la ricerca: il Tecnopolo che rientra nell’ambito della riqualificazione dell’area ex Reggiane, innanzitutto, ma anche il recupero del Centro internazionale Malaguzzi.

SFIDE DIFFICILI

I problemi non mancano: finanziari, innanzitutto, che rendono particolarmente tortuoso il percorso di trasformazione in realtà delle belle idee, o “suggestioni” che nascono da Masterplan e Stati Generali. Da registrare la doccia fredda delle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mario Moretti, secondo il quale non ha senso fare fermare i treni in una stazione poco servita. Prevedibili le reazioni degli amministratori locali che si sono affannati a smentire Moretti, assicurando che i treni si fermeranno perché la Mediopadana servirà un bacino di quasi due milioni di utenti. Ha ragione Moretti o Delrio? Probabilmente lo sapremo solo a cose fatte.

Ma ci sono anche altre ombre che si allungano sull’Area Nord, come il rischio di speculazioni e di infiltrazione delle organizzazioni criminali che hanno un ottimo fiuto quando si spostano ingenti flussi di denaro.

Riteniamo che tutti questi temi siano di importanza vitale per il futuro di Reggio Emilia; siamo convinti che ci sia un grande bisogno di un’informazione chiara, corretta, trasparente, comprensibile. Con questo spirito nasce insieme al progetto 7per24 il dossier Area Nord. Cercheremo di raccontarvi senza censure né pregiudizi ciò che accade giorno dopo giorno, i progressi e i problemi, ciò che funziona e quello che non va. Ascolteremo la voce dei tecnici e dei politici senza trascurare quella dei cittadini. Cercheremo, insomma, di fare buon giornalismo in una città che sta cambiando sotto i nostri occhi più velocemente di quanto in tanti siano disposti a riconoscere.

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