Amministrative, Palagi presenta il simbolo, Destra unita e IV fa da sé

Unità della Sinistra sempre più difficile, intanto Del Re si candida. Ma la distanza con Iv si fa incolmabile

Firenze – Entra nel vivo la campagna elettorale per le amministrative fiorentine, che assumono un sapore particolare anche a margine delle ultime vicende elettorali delle regioni al voto, non ultima la Basilicata. Così, a 50 giorni circa dalla presentazione delle liste, la Sinistra di Spc, Potere al Popolo e Possibile rende pubblico il proprio simbolo. Nell’occasione, inevitabile parlare delle caratteristiche del programma che verrà presentato, ma anche di quella, ritenuta da molti chimera, dell’unità a sinistra che ha sofferto, in questi ultimi giorni, l’ultimatum dell’associazione 11 Agosto di Tomaso Montanari e, proprio ieri, il lancio di un programma che ancora, tuttavia”non avevamo visto neppure noi”.

Insomma, a quanto sembra, ancora c’è da aggiustare il tiro per quanto riguarda la possibilità che si formi un fronte unito dellagauche, anche se, ci tiene a precisare sia il candidato.sindaco Dmitrij Palagi, che Giorgio Ridolfi di Potere al Popolo, la disponibilità al confronto non è mai venuta meno, Nonostante il.silenzio assoluto ad oggi.imperante da parte dell’altro soggetto coinvolto, il M5S, alla presa , sembra, con qualche criticità romana. Il fatto è che i Pentastellati, rinchiusi ad ora in un muro di silenzio, sembrano dover decidere, tirati da una parte all’altra, se cedere alle sirene del PD o continuare la specificità del tutto fiorentina di continuare il rapporto preferenziale con la gauche.

E forse in questo dilemma la consapevolezza e di starsi per giocare una battaglia fondamentale per la loro esistenza perlomeno a Firenze. I punti fondamentale del programma di Spc e alleati,come spiega Palagi, sono e rimangono quelli sociali e ambientali, a partire dalle questioni abitative a quelli della sicurezza, “tema che non può essere affidato solo all’ordine pubblico”, fino alla mobilità e al concetto stesso di città. Con un preciso principio: la distribuzione del Potere, ovvero rivitalizzare quelle istituzioni dal basso che, “in una logica di accentramento da parte di decenni di potere PD”, hanno perso via via il loro significato di cinghie di trasmissione della volontà popolare alle istituzioni rappresentative. Quindi, tornare a rendere luogo di confronto e di proposta i quartieri, le assemblee pubbliche, le associazioni, i vari soggetti che possono interloquire con le assemblee legislative per essere presenze partecipanti e significative.

Del resto, uno degli scogli (ma non è necessariamente insuperabile) per il fronte della sinistra unita potrebbe essere Firenze Democratica, ovvero il gruppo di Cecilia Del Re. Che tuttavia, pressata anche dai tempi, ha rotto gli indugi e si presenterà in solitaria come candidata sindaco. Un gruppo che gode comunque dell:appoggio di quei gruppi di professionisti che hanno sempre avuto una certa simpatia per l’ex assessora all’urbanistica defenestrata da Nardella. Il vero problema, per farla digerire alla sinistra, rimane tuttavia la sua partecipazione convinta alla stesura del Poc e poi, ancora prima, alla configurazione della città “degli studentati”, come ricorda velenosamente qualcuno. Anche se le posizioni sono nettamente più critiche, ora che il grande passo è stato compiuto e molte delle critiche avanzate, anche dall’associazione 11 Agosto, sono state accolte. Una sorta di mea culpa che tuttavia illustra anche la presa di posizione modificata dagli eventi degli ultimi tempi, che hanno condotto a una posizione molto critica sull’operato della giunta.

Italia Viva, ovvero Stefania Saccardi. Un nome che senza dubbio allarga la sua presa anche su strati di voto centristi. In realtà, una delle poche amministratrici “provate” della lizza attuale, che mantiene saldi legami col terzo settore, ovvero quell’area che dovrebbe costituire l’alveo forte della candidata sindaca del PD, Sara Funaro, che tuttavia mostra una serafica serenità nell’affrontare la tenzone, mantenendo fermo il punto: chi sarà l’ avversario al ballottaggio? E qualcuno si augura sia Schmidt, invece di Saccardi ….

Centrodestra, o Destra tout court, come ormai è necessario identificare il blocco conservatore pronto a dare battaglia. Grande entusiasmo per Schmidt, ma anche qualche malumore che trapela. Ma trapela poco: del resto, è forse la prima volta che la destra presenta un nome spendibile per un eventuale confronto col PD. E già questa, è una novità non da poco, che nessuno vuole incrinare con polemiche che restano, ad ora, sotterranee. O fatte solo trapelare.

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