Affitti brevi in area Unesco, arriva il Tar, divieto “decaduto”

Dirimente lo stralcio dal Poc della variante che racchiudeva il divieto

Firenze – L’attesa è finita, il Tar ha deciso. E la sentenza è: cade nel nulla il divieto di nuovi affitti brevi nel centro Unesco di Firenze. Cade nel vuoto così anche una delle norme simbolo della scorsa giunta, quando Nardella, sollevando polemiche a non finire da parte della destra, tentò di mettere un freno al proliferare degli affitti brevi turistici, quella fattispecie normata a Parigi, oggetto di una stretta formidabile ad Amsterdam, banditi a Barcellona.

Il Tar ha stabilito la cessazione della “materia del contendere” in quanto è intervenuto lo stralcio della variante urbanistica che racchiudeva il divieto, dal piano operativo pubblicato nel maggio scorso dal Comune. In altre parole, il Tribunale amministrativo regionale ha considerato decaduta la delibera comunale. Il ricorso contro la delibera era stato intentato da Codacons e da svariate società e proprietari di immobili collocati nel centro storico di Firenze, ovvero nell’area Unesco oggetto del divieto.

Nel merito, lo stralcio della variante è stata considerata contraddittoria dal TAR della Toscana. “La pianificazione urbanistica richiede scelte univoche e non tollera la coesistenza di regole contraddittorie – scrive infatti il Tar – la cui composizione finirebbe per restare affidata a criteri arbitrari e incerti “riallineamenti” futuri”.

Tirando le conclusioni, il Tar stabilisce che, “con l’approvazione del piano operativo debbono ritenersi cessati gli effetti pregiudizievoli prodotti dall’adozione della variante al regolamento urbanistico e, con essi, l’interesse all’impugnazione. Il ricorso va, pertanto, dichiarato improcedibile con assorbimento di ogni ulteriore questione processuale e di merito”.

Sulla questione, il commento di Airbnb, uno degli attori principali del panorama turistico, non solo fiorentino: “La decisione del TAR  è una buona notizia per le famiglie fiorentine che vorrebbero condividere le loro case per far quadrare il bilancio familiare. Airbnb rappresenta un sostegno per migliaia di italiani: un terzo degli host afferma che il reddito extra li aiuta a mantenere i propri immobili e a contrastare il crescente costo della vita. Riconosciamo tuttavia le sfide che i centri storici di città d’arte come Firenze si trovano ad affrontare; per questo rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare a norme efficaci, anche attraverso un nuovo quadro legislativo di riferimento.”-

Grazia Galli, segretaria dell’Associazione Progetto Firenze, commenta: “Farebbe ridere se quanto accaduto fosse parte di un gioco estivo e non, come invece purtroppo è, la logica conseguenza di indecisioni protratte troppo a lungo culminate nella maldestra decisione di stralciare dal nuovo Piano Operativo la disciplina delle locazioni turistiche introdotta nel Regolamento Urbanistico”. 

Ricordando che “l’intero territorio fiorentino sta ormai da troppi anni subendo lo stravolgimento che l’industria del turismo ha introdotto in ogni aspetto della vita pubblica e privata delle città”, Galli continua: “Servono regole, decise e chiare per tutti, e servono ora, subito. Altro tempo da perdere non ce n’è, anche perché nel frattempo il nuovo decreto “Salva Casa” è intervenuto a frapporre nuovi ostacoli all’esercizio delle competenze regionali e comunali in materia urbanistica, semplificando e liberalizzando ulteriormente i passaggi tra tutte le categorie d’uso, anche in assenza di opere”.

Infine, Progetto Firenze lancia due accorati appelli: “Alla nuova Sindaca di Firenze, Sara Funaro, affinché si adoperi per inserire al più presto nel nuovo piano operativo una ferrea e chiara disciplina per tutte le attività ricettive e le locazioni turistiche; alla Giunta e al Consiglio della regione Toscana, affinché analoghe e stringenti discipline siano inserite anche nel Testo Unico del turismo regionale e nella legge 65/2014 per il governo del territorio; e affinché valutino se sussistano fondati motivi per opporsi alle limitazioni che il decreto “Salva Casa” sembrerebbe introdurre alle competenze di Regioni ed Enti locali in ambito urbanistico.”

A stretto giro giungono anche le parole della nuova sindaca di Firenze, Sara Funaro: ““La sentenza del Tar della Toscana non annulla la variante del Comune di Firenze per lo stop agli affitti brevi e non entra nel merito del lavoro fatto dal Comune e della legittimità della delibera, ravvisando solo un non condivisibile cortocircuito tra i due strumenti urbanistici, variante adottata al Ru e Poc approvato ma non ancora efficace. Andiamo avanti senza indugio. Nella prima seduta utile della giunta porterò l’approvazione della variante per ribadire lo stop agli affitti brevi. Rimane l’inerzia di un governo indifferente rispetto ai problemi di over tourism che affliggono città d’arte come Firenze. Continuerò a chiedere al governo provvedimenti nazionali che sono sempre più urgenti”.

“A fronte dei rilievi di tipo procedurale posti dal Tar della Toscana in merito alla variante su gli stop agli affitti brevi, ci appaiono quanto meno singolari le dichiarazioni di esultanza di coloro che avevano avversato la norma, norma che non è stata dichiarata illegittima – commentano dalla Cgil – Chiediamo adesso alla Sindaca Sara Funaro di dare celermente seguito alla sua dichiarazione di intervenire reinserendo la norma attraverso una variante al Piano operativo comunale prima della sua entrata in vigore, per ribadire uno stop agli affitti brevi”.

Continua la nota del sindacato: “Inoltre, da sempre abbiamo chiesto di intervenire nelle aree ad alta tensione abitativa e turistica anche oltre l’area Unesco del Comune di Firenze, anche sulla scorta delle esperienze sperimentate in altre città europee. A questo fine chiediamo alla Regione di rafforzare la normativa sulla pianificazione urbanistica (legge Marson) consentendo ai Comuni maggiori strumenti di regolazione. Su questo punto abbiamo già presentato specifiche proposte rispetto a cui attendiamo riscontro dal Consiglio Regionale e dalla Giunta Regionale”.

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